SITUAZIONE
 
Stato sovrano nell'Europa meridionale, entrato all'ONU nel 1993, il Principato di Monaco, che comprende 35000 abitanti, fra cui 7200 connazionali, è situato sulla Riviera, al bordo del mare Mediterraneo occidentale, a 53 chilometri da Cannes, a 19 chilometri da Nizza e a 11 chilometri da Mentone, ultima stazione della Costa Azzurra prima dell'Italia. Monaco è un'enclave nelle Alpi Marittime, le cui frontiere, lunghe 4,4 chilometri e larghe 300 chilometri, delimitano il suo territorio fra i comuni francesi di Cap-d'Ail, Beausoleil e Roquebrune-Cap-Martin.
ALLE ORIGINI

Nei tempi antichi, Monaco fu abitata da tribù celtico-ligure, in seguito dai Massalioti, che provvedevano alla manutenzione di una via che collegava la sua riva alla Spagna, e infine dai Romani. Ignoriamo a quale epoca Monaco si schiuse al Cristianesimo, forse fin dal V secolo. In assenza di dati archeologici autentici, quello che noi sappiamo dobbiamo spigolarlo in Liguria, nelle Alpi Marittime o in Provenza. All'ora attuale, è impossibile di risalire di là del IX secolo, epoca di rinascita carolingia, in cui si ritrova il culto di Santa Devota come quello di San Pons.
La presenza di un porto - Porto Ercole - ben conosciuto dai navigatori, da cui Giulio Cesare imbarcò per la sua spedizione in Grecia contro Pompeo, come pure la sicurezza istaurata dai Romani e le strade di penetrazione che hanno tracciato, ne hanno facilitato l'accoglienza.
 
La leggenda di Santa Devota, giovane cristiana martirizzata in Corsica nel 304, il cui corpo sarebbe arrivato in una barca al porto di Monaco, non testimonia per niente dell'esistenza in questo luogo di comunità cristiane a quell'epoca.
Delle sepolture cristiane e pagane sono state trovate intorno di una piccola cappella, addossata alla grotta del vallone, che gli fu dedicata.

Al V secolo, dopo la caduta dell'impero romano, gli abitanti di Monaco, assaliti dai Barbari che saccheggiarono il litorale, si rifugiarono sulle alture, e non restano più tracce dei vescovi che hanno amministrato queste comunità di credenti.

Le manifestazioni di una vita religiosa rinascente sono attestate nel 1061 dalla presenza della cappella San Martino a Carnolès e dalla cessione al Vescovo di Nizza, una quindicina d'anni più tardi, dai Probiviri della Turbie, della cappella consacrata alla Madonna, che edificarono nei pressi del porto di Monaco.
In effetti, a quest'epoca, Monaco, come anche La Turbie e Peille, faceva parte della Diocesi di Nizza - appartenente alla Provenza - mentre Le Cap Martin, Roquebrune e Mentone, così come Sospel e Castillon, facevano parte di quella di Ventimiglia - appartenente alla contea di Ventimiglia.

Così, per circostanze storiche e situazione socio-geografica tra la Contea di Nizza e la Repubblica di Genova, Monaco dipenderà da due vescovadi, poiché Roquebrune e Mentone, allora possessi genovesi, estenderanno presto, e fin nel 1848, il territorio di quello che diventerà il futuro Principato.